OROLOGIO SOLARE NATURALE | MONTE PAGANELLA (TN)
Un orologio solare naturale
Premessa
Sono nato nel 1953 in un maso di nome Tratta, sulla collina sinistra del fiume Adige, dove mio nonno Bepi e lo zio Elio facevano i contadini a mezzadria. La campagna che lavoravano era in piccoli appezzamenti, che a quei tempi mi sembravano distanti tra loro, essendo divisi da vallette, dossi e boschi.
La nonna Nilda prima di partire ci diceva che dovevamo venire a pranzo a mezzogiorno. Il pranzo era l’unico divertimento concessomi (ero dai nonni per quel motivo). L’orologio il nonno non lo aveva e lo zio lo metteva solo alla domenica per andare in chiesa al paesino di Pressano dove andavo all’asilo accompagnato dal mio cane Lessi.
La Paganella, un Orologio Solare naturale
Le campane del paese erano troppo lontane per sentirle, ma una cosa si vedeva da qualunque parte si fosse, la Paganella, la montagna dalla parte opposta della valle.
A metà della grande parete a 1500 metri di quota ci sono alcune grandi nicchie delle dimensioni di alcune decine di metri, chiamate le “Buse de San Giacomo”. Nelle vicinanze passa anche il sentiero della “Cordina” frequentato quasi esclusivamente da camosci.
Una di queste “Buse” era quella che guardavo con più interesse, al mattino sempre in piena di luce, ma ad un certo punto cominciava a oscurarsi; era il momento che aspettavo, sapevo che quando sarebbe stata completamente in ombra, il pranzo era pronto, e avremo dovuto essere a tavola.
La parete della Paganella di fronte al maso è alta 2000 metri, esposta ad Est, quindi a mezzogiorno locale (a quel tempo non c’era l’ora legale) le “Buse” sono in ombra.
A rendere le Buse un Orologio Solare molto “preciso”, oltre al fatto di trovarsi dentro una parete verticale, contribuisce la presenza di uno sperone di roccia a sud, distante un centinaio di metri, un vero gnomone naturale.
Sono nato nel 1953 in un maso di nome Tratta, sulla collina sinistra del fiume Adige, dove mio nonno Bepi e lo zio Elio facevano i contadini a mezzadria. La campagna che lavoravano era in piccoli appezzamenti, che a quei tempi mi sembravano distanti tra loro, essendo divisi da vallette, dossi e boschi.
La nonna Nilda prima di partire ci diceva che dovevamo venire a pranzo a mezzogiorno. Il pranzo era l’unico divertimento concessomi (ero dai nonni per quel motivo). L’orologio il nonno non lo aveva e lo zio lo metteva solo alla domenica per andare in chiesa al paesino di Pressano dove andavo all’asilo accompagnato dal mio cane Lessi.
La Paganella, un Orologio Solare naturale
Le campane del paese erano troppo lontane per sentirle, ma una cosa si vedeva da qualunque parte si fosse, la Paganella, la montagna dalla parte opposta della valle.
A metà della grande parete a 1500 metri di quota ci sono alcune grandi nicchie delle dimensioni di alcune decine di metri, chiamate le “Buse de San Giacomo”. Nelle vicinanze passa anche il sentiero della “Cordina” frequentato quasi esclusivamente da camosci.
Una di queste “Buse” era quella che guardavo con più interesse, al mattino sempre in piena di luce, ma ad un certo punto cominciava a oscurarsi; era il momento che aspettavo, sapevo che quando sarebbe stata completamente in ombra, il pranzo era pronto, e avremo dovuto essere a tavola.
La parete della Paganella di fronte al maso è alta 2000 metri, esposta ad Est, quindi a mezzogiorno locale (a quel tempo non c’era l’ora legale) le “Buse” sono in ombra.
A rendere le Buse un Orologio Solare molto “preciso”, oltre al fatto di trovarsi dentro una parete verticale, contribuisce la presenza di uno sperone di roccia a sud, distante un centinaio di metri, un vero gnomone naturale.
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